Hole – L’abisso | questa sera su Rai 4

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Questa sera su Rai 4 va in onda “Hole – L’abisso”, per la regia di Lee Cronin con Seána Kerslake, James Cosmo, Kati Outinen, Simone Kirby, Steve Wall, James Quinn Markey. In Italia al Box Office Hole – L’abisso ha incassato 373 mila euro.

La giovane Sarah si è riposizionata in una cittadina nella campagna irlandese con il piccolo Chris, suo figlio. Chris è molto attaccato alla mamma, ma la rimprovera per avergli mentito quando gli aveva detto che il papà li avrebbe raggiunti. Sarah sa che non è facile spiegare certe cose ai bambini e perciò deve glissare: con il papà di Chris si intuisce che le cose sono finite in modo burrascoso e ciò non è stato estraneo alla decisione di andare in campagna. Arrabbiato, Chris corre verso il bosco. Sarah lo insegue e si imbatte in uno strano e gigantesco buco nel terreno, una voragine, proprio in mezzo agli alberi. Sarah recupera Chris e, sconcertata, ritorna a casa. Una notte, la donna si risveglia e scopre che Chris non è nel suo letto. Spaventata, lo cerca anche nel bosco, senza trovarlo. Rientrata in casa, proprio mentre sta chiamando la polizia, Chris ricompare come se niente fosse negando d’essersi mai allontanato. Ma c’è qualcosa di strano e Sarah se ne rende conto sempre di più. La storia, infatti, magari non presenta particolari elementi di novità, ma è raccontata molto bene, con ottimo senso della suspense, la capacità di creare un’atmosfera inquietante e straniante e di costruire personaggi azzeccati: quello della mamma, in particolare, giovane donna sotto il peso della responsabilità, è accurato e stimola empatia. Non manca qualche apparente incongruità logica, ma per come il film è sviluppato, con squarci onirici e simbolici, la cosa non disturba né sorprende.E la voragine che dà il titolo al film è un’immagine potente e significativa oltre che, quella sì, originale, che dà il senso di qualcosa di ancestrale, nascosto e volutamente ignorato dagli abitanti della zona. Su tutto, infatti, si staglia la metafora potente della lotta di una donna per affermare la propria individualità e il proprio diritto a crescere il proprio figlio da genitrice autonoma all’interno di una società che sembra acquiescente alla progressiva spersonalizzazione e allo spossessamento dell’identità.

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