L’Aquila. Grandi Speranze | regia di Marco Risi | questa sera la prima puntata su Rai 1

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Questa sera su Rai 1 va in onda la prima delle sei puntate di “L’Aquila. Grandi speranze” che non è un romanzo sceneggiato, ma la storia di una città ridotta in macerie dopo il terremoto che l’ha colpita nel 2009. E anche della sua lenta ripresa.

Un anno più tardi i suoi abitanti provano a riprendere in mano i fili delle loro vite spezzate, ognuno a modo suo. Una ferita profonda che non ha colpito solo l’Aquila ma tutti noi intensamente. L’Italia è una terra “ballerina” e l’ha dimostrato, nel corso degli anni, con tante distruzioni e tantissime vittime. Dopo 10 anni il centro della città è ancora una selva di impalcature, negozi sbarrati e case abbandonate. La ricostruzione continua ma, è una lotta contro il tempo. Proprio alla rinascita fisica e spirituale della città il regista Marco Risi (con lo sceneggiatore Stefano Grasso) ha deciso di dedicare una fiction in 6 puntate su Rai 1. Per il regista “Andare all’Aquila un anno e mezzo fa, dopo il terremoto è aver ripreso le fila della storia del fil. Risi non conosceva la città e non sapeva della sua bellezza, ma girando per la città vedeva le impalcature che cercavano di tenerla in piedi come uno scheletro senza muscoli. Ha capito subito dell’importanza di farne un film. Da tutte queste visioni e sensazioni è nata ‘L’Aquila. Grandi speranze’. Una catena di episodi che diventa il film della vita spezzata e della vita che, nonostante tutto, vince e risorge”. Una serie Tv prodotta da Rai Fiction che si è anche dimostrata capace di unire attori di provata esperienza (Donatella Finocchiaro, Giorgio Tirabassi, Giorgio Marchesi, con Luca Barbareschi, Valentina Lodovini, Francesca Inaudi, Carlotta Natoli ed Enrico Ianniello) e ragazzi del luogo. Erano bambini molto piccoli all’epoca della devastazione e ora in tutta quella rovina riescono ad inventarsi una nuova vita e nuovi giochi. E proprio il loro divertimento, il loro correre in bicicletta tra la polvere e le macerie rompe in parte il gran silenzio e il gran vuoto che per 10 anni son stati i soli padroni de L’Aquila. C’è tanto dolore nel film ma anche tanta volontà positiva e sentimento. Si spera che Marco Risi ne faccia una sintesi da proporre nelle scuole.

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