In time | con Justin Timberlake questa sera su Mediaset Italia 2

Standard

Questa sera va in onda “In time” su Mediaset Italia 2, per la regia di Andrew Niccol con Justin Timberlake, Amanda Seyfried, Cillian Murphy, Vincent Kartheiser, Olivia Wilde

Will Salas ha venticinque anni da tre anni e la volontà di resistere in un mondo in cui il tempo che resta da vivere è denaro. Nel futuro di Will, uomini e donne sono geneticamente programmati per raggiungere i venticinque anni, età dopo la quale avranno diritto a un anno extra e a una vita affannata e consumata a guardare il proprio orologio biologico.
Un timer digitale che segna ogni minuto, ora, giorno, mese, anno guadagnato lavorando o rubando. Figlio premuroso di una madre mai invecchiata, Will salva la vita a un uomo ricco di tempo che intuisce la sua nobiltà e lo ricambia con un secolo di vita.
Un secolo che Will è deciso a investire, raggiungendo la Time Zone, dove i ricchi vivono blindati e a spese dei più miserabili, e sfidando l’ordine costituito. Lo aiuterà imprevedibilmente nell’impresa una ricca ereditiera dai grandi occhi e il grande cuore, pronta a ipotecare l’immortalità e a ‘spendere’ finalmente la propria vita.

Dentro un mondo futuribile e una scansione rigorosa degli spazi (il dentro e il fuori, il sopra e il sotto), Andrew Niccol si interroga sul nostro esserci in un orizzonte di senso in cui l’uomo ha definitivamente cessato di essere natura per diventare merce, trattabile e scambiabile sul mercato della vita.
Come Gattaca quindici anni prima, In Time abita una società che contempla due classi e mutua i ‘validi’ e i ‘non validi’ in ‘immortali’ e ‘mortali’. La prima classe è quella degli eletti, la seconda è quella dei dominati, dove si producono inevitabilmente l’antidoto e la turbativa.
Alla maniera di Ethan Hawke, Justin Timberlake incarna l’impresa impossibile di un mortale che, destinato a una previsione di vita di pochi anni e poca speranza, si ribella al suo destino e a quello dei suoi simili attaccando letteralmente il cuore degli immortali.

La sua inquietudine febbrile e il suo agire precipitoso, che contraddicono il muoversi flemmatico degli immortali, non mancano di colpire e innamorare l’algida bellezza di Amanda Seyfried, che fa il paio con quella ‘artificiale’ di Uma Thurman.

Commenti

Commenti