La festa prima delle feste | questa sera su Sky Collection

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Questa sera su Sky Collection va in onda “La festa prima delle feste”, per la regia di Josh Gordon, Will Speck con Jennifer Aniston, Kate McKinnon, Olivia Munn, Jason Bateman, Jamie Chung. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Razzie Awards, In Italia al Box Office La festa prima delle feste ha incassato 792 mila euro.

La filiale principale di un’azienda informatica rischia la chiusura: l’amministratrice delegata ha infatti deciso di porre fine agli sprechi e alla mala gestione del fratello. A quest’ultimo e ai suoi impiegati più affezionati e fedeli non resta che tentare il tutto per tutto, ovvero chiudere un accordo impossibile con un pezzo grosso del ramo. Come? Invitandolo alla festa di Natale dell’ufficio. C’è un momento chiave, quando finalmente l’inetto capo della ditta Clay, insieme ai più saggi Josh e Tracey, riescono ad ottenere udienza presso il loro obiettivo salvavita, il magnate Walter Davis, e questi dice loro, molto direttamente, qualcosa come: “siete dei ragazzi simpatici, voi mi piacete, ma non mi piace la vostra filosofia“. Del film nel suo complesso si può dire la medesima cosa: il cast è azzeccato, i personaggi non hanno niente che non vada, ma c’è qualcosa di terribilmente triste nel vederli attraversare l’inferno del divertimento forzato per il bene ultimo e supremo, non di uno o più di loro, o di un bambino a caso che ha smesso di credere al Natale, ma di una filiale aziendale. Il film sposta non a caso rapidamente il discorso sull’aspetto, ben più umano, dei posti di lavoro a rischio, ma si sposta di poco anche il problema: la tristezza, a quel punto, è nella scarsa fantasia delle trovate (le fotocopie dei genitali? Il collega che vuol essere allattato al seno? La fidanzatina ideale noleggiata on line?), che prendono il pacchetto classico del party movie d’età collegiale e lo trasferisco vent’anni dopo senza modificarne una virgola. Come la festa raccontata al suo interno, il film ci mette un bel po’ a riscaldarsi.
Ad un certo punto ce la fa, non c’è che dire, perché la poetica dell’accumulo e l’effetto massa hanno la meglio, la stupidità umana si riconferma materia vastissima di cui è giusto, salutare e inevitabile ridere fino alle lacrime (se non altro perché non ci siamo noi, in quel momento, a spaccarci l’osso del collo facendo i Tarzan appesi alle luci di Natale). Di nuovo, però, il film non ha il coraggio del caos totale, non può permettersi di sconfinare nel tragicomico, la scrittura non è nemmeno lontanamente abbastanza raffinata per farlo, così gli eroi di turno si salvano, dentro parentesi da commedia rosa, bloccati sul tetto, o cedendo ai buoni sentimenti in una corsia d’ospedale. È la favola che vuole l’ultima parola, è pur sempre il suo periodo dell’anno.

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