I Maneskin, band romana rock, vincono il 71esimo Festival di Sanremo

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Ieri sera quinta ed ultima serata del Festival di Sanremo 2021. La vittoria dei Maneskin ha decretato un Festival diverso, facendo vincere il genere rock che ha sbaragliato la maggior parte dei pezzi stile Sanremo, romantici e fuori gli schemi dei personaggi che l’hanno cantate.

Sembrava quasi che tutti i “fuori di testa” dei cantanti in gara si fossero sottomessi alla sdolcinante realtà sanremese, mostrando il lato sentimentale dell’amore e di quello perduto. Invece i Maneskin hanno illuminato il Festival con una energia diversa, incazzata, monito di tutte le nuove generazioni che non trovano una collocazione sociale perché diversi e sotto pandemia risultati inutili. Damiano, leader della band è un performer maturo, nonostante la giovane età e ipnotizza il pubblico e prende la vittoria senza indugio. Achille Lauro è estremamente particolare, diverso dal solito e per questo in grado di dare degli insegnamenti a chi non osa. Nonostante questo e i suoi quadri particolari come quello di Emma Marrone e Monica Guerritore, quello di ieri ha estremizzato un po’ troppo la sua vena creativa, risultando disturbante anche se Lauro racconta nel quadro l’umanità trafitta dalle ingiurie e dalle critiche con una rosa rossa sul ventre che sanguina. Probabilmente avrebbe potuto esprime un concetto così universale in un modo meno splatter alla Quentin Tarantino. Momento divertente e inaspettato quello dell’esibizione di Max Gazzè, vestito da Superman, ma nessuno se ne era accorto fino a quando non si è svestito dei panni Clark Kent e si butta sulle poltrone vuote dell’Ariston esibendo il suo machistico Supereroe e non riuscendo più ad uscire dall’incastro delle file delle poltrone con grande divertimento della platea a casa. Insomma Gazzè ha brillato più per i suoi travestimenti, ogni sera diversi che per la canzone insulsa e incomprensibile. Ibrahimovic risulta simpatico, ma per una sera va bene, ma per tutte diventa noioso e ripetitivo. Il suo personaggio con L’Ego smisurato non ha giovato agli ascolti, più bassi degli ultimi 5 anni, insomma la finale del Festival è stata bistrattata da una parte del pubblico in casa che probabilmente ha preferito una serie tv Netflix ad un tuffo nel passato che ricorda gli anni spensierati. Bugo ha fatto cilecca, il suo Festival è stato assolutamente inappropriato, anche perché non ha voce per cantare e le sue canzoni se pur intelligenti non riescono a decollare. L’ospite tanto attesa della serata Ornella Vanoni, è stata una mina vagante, Amadeus non ha potuto fermare le sue parole in piena che sono state offensive nei confronti di Fiorello che probabilmente avrebbe voluto sentirsi ben altre parole dall’interprete più famosa della canzone italiana. L’affermazione: “ma il tuo hobby è cantare?” e alla risposta di Fiorello con un si affermativo, lei ha ribattuto, “Ma cantano proprio tutti a questo Festival”, ha creato il gelo e Fiorello si è allontanato dal palco senza più ritornare, se non dopo con Amadeus. Ornella ha dimostrato che le sue esternazioni ormai sono fuori luogo ed è difficile riuscire a domarle se non evitando di invitarla in kermesse viste da tanti milioni di persone. La faccia incredula e terrorizzata di Amadeus rimane negli annuali del Festival, probabilmente non vedeva l’ora di dare fine all’agonia da Vanoni. A vincere il Festival oltre ai Maneskin sono stati Fiorello e Amadeus, hanno saputo tenere il palco sotto oltre ogni previsione. L’impresa nonostante il deserto della platea è riuscita e si può anche concedere una parte di defezione del pubblico in epoca di pandemia. Bando alle critiche perché il Festival nonostante tutto ha fatto compagnia a quella parte di italiani che credono ancora nel passato e rispettano le regole, guardando però ad un futuro meno ostico per i giovani che hanno una speranza in più in una band romana, aggressiva e compatta come i Maneskin.

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