Pericle il nero | con Riccardo Scamarcio questa sera su Rai 1

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Questa sera va in onda su Rai 2Pericle il nero”, per la regia di Stefano Mordini con Riccardo Scamarcio, Marina Foïs, Valentina Acca, Gigio Morra, Maria Luisa Santella

La vita di Pericle Scalzone è nera come il ‘titolo’ che si è guadagnato sul campo. Assoldato da Don Luigi per fare letteralmente il culo alla gente, Pericle arrotonda l’attività criminale girando film pornografici. Perché Pericle ‘maneggia’ bene certi argomenti davanti alla macchina da presa come alle spalle dei malcapitati che umilia barbaramente. Durante una spedizione punitiva uccide per sbaglio la sorella di un temibile boss camorrista e ripiega in un rifugio segreto dove viene presto raggiunto da due uomini armati. Tradito da Don Luigi, l’unico a sapere dove si fosse nascosto, Pericle infila l’autostrada e abbandona Bruxelles. Lontano, solo e disperato a Calais incontra Anastasia, impiegata in una boulangerie e madre di due bambini. Per Pericle è subito amore e forse l’inizio di una nuova vita.
È nero il Pericle di Riccardo Scamarcio e contrariamente al suo omonimo ateniese non esercita la democrazia ma l’oppressione, mortificando in nome di un principio barbaro e di un boss che gestisce le pizzerie di Bruxelles. Nondimeno con l’uomo politico celebrato da Tucidide, Pericle Scalzone condivide la capacità di legittimarsi dentro un mondo che gli ha rubato l’infanzia, lo ha iniziato alla sodomia e lo ha sottomesso costringendolo a sottomettere. Noir fluido e insieme romanzo di emancipazionePericle il nero converte la discesa, motivo ricorrente del noir, in movimento ascensionale (la ricerca di aria, di luce, di sentimento) ed elude lo scacco esistenziale del criminale, accordandogli la fuga. Motore del film un uomo che si ritrova improvvisamente intrappolato, una figura non strutturata all’interno della società, nemmeno quella criminale, che precipita in un incubo a cui scampa prendendo in contropiede le irruzioni dei sicari e del caso. Alla maniera di Provincia meccanica, Stefano Mordini svolge l’impasse di un personaggio sgradevole spingendolo a seguire fino in fondo i suoi sogni e le sue ossessioni. Occhi grandi affondati nel buio e affamati di affetto, Pericle è solo sulla faccia della terra e si muove lungo la frattura che si genera spesso fra ciò che siamo, o ciò che sentiamo di essere, e ciò che gli altri vedono in noi. Per Don Luigi e sua figlia Anna, che Pericle ama in segreto e dentro lunghi monologhi interiori, lui non esiste e quando esiste è per adempiere la loro volontà.

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