L’anatra all’arancia al Teatro Eliseo – Recensione

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É in scena fino all’8 gennaio al Teatro Eliseo di Roma la divertente commedia L’anatra all’arancia. É veramente un piacere assistere a questa pièce leggera, ma mai volgare, ricca di battute intelligenti e alquanto raffinate, che sicuramente faranno uscire dal teatro gli spettatori contenti di aver visto uno spettacolo di tale portata, che lascia anche qualcosa interiormente, per fortuna. Merito, forse, anche soprattutto di Luca Barbareschi che ne fa una brillante traduzione, oltre ad esserne regista e interprete, affiancato da Chiara Noschese. Il testo è dello scozzese William Douglas Home, rimaneggiato, cosa alquanto rara, da un francese, Marc Gilbert Sauvajon, che l’ha aggiornato con riferimenti e battute anche d’attualità, senza però snaturarne l’originale, anzi cercando di far capire meglio la dimensione psicologica dei personaggi, conferendo un ritmo più frenetico, dall’inizio alla fine, alla pièce. Merito anche agli attori che formano il cast che, ben compenetrati nei loro ruoli, hanno saputo dare una maggiore impronta a tutta la vicenda, facendo risaltare tutte quelle sfumature che, diciamo, “ad occhio nudo” forse non si vedrebbero.In una scarna ma elegante scenografia, che separa ben distintamente l’esterno dall’interno, che denota ottimamente la situazione di un matrimonio in crisi, prendono anima e corpo cinque personaggi che sono fra loro ben sincronizzati: c’è Gilberto Ferrari (Luca Barbareschi), dotato di una verve istrionica, vero animale da palcoscenico, autore televisivo famoso, sciupafemmine, sua moglie Lisa (Chiara Noschese), molto brillante, Volodia Smirnov (Gianluca Gobbi), molto goffo, sia bel fisico che bell’esprimersi, di vaga fantozziana memoria, che incarna l’amante russo di Lisa, Chanel Pizziconi (Margherita Laterza), un po’ coatta, ma genuina ed esuberante, genio e stupidità, segretaria di Gilberto, il cameriere Gennaro (Ernesto Mahieux) che, conoscendo Lisa fin da ragazzina, fedele e protettivo con lei, mostra del disappunto bei confronti del marito.

Lisa stanca dei tradimenti di Gilberto e sentendosi ignorata, si lascia corteggiare da Volodia, pensando di lasciare Gilberto per lui. Il marito, anziché farne un dramma, cerca di evitare un divorzio annunciato mettendo in pratiche strategie geniali e sottili, grazie anche al suo lavoro di umorista e da una capacità di autoironia al di fuori del comune. Ottima recitazione e gestualità. La situazione potrebbe precipitare, ma la situazione diventa leggera, lieve, delicata, dimostrando come la presenza e l’amore dell’altro, magari scontati, possono essere recuperati in maniera originale. Basta credere fermamente nei propri sentimenti e volere la risoluzione della crisi. Così una commedia raffinata come questa può anche dare dei consigli per affrontare e superare intelligentemente le incomprensioni insuperabili fra coniugi. Divertente, bell’arco della commedia, la disamina che fa Chanel quando cerca di distinguere chi è marito e chi amante, tra chi desidera condividere con l’altro e chi preferisce evitarlo, che dimostra che poi tanto stupida non sia. Bellissima anche proprio l’affermazione di Gilberto che, rivolto a Lisa, proprio poco prima di chiudere il sipario, abbracciandola le dice: “Noi due non saremo mai perfetti, lo sai, ma saremo noi due”. Una commedia senz’altro da non perdere per ridere ma anche per riflettere sull’amore, specialmente per tutte le coppie in crisi.

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