Hugo Cabret | questa sera su Rai 5

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Questa sera su Rai 5 va in onda il film “Hugo Cabret”, per la regia di Martin Scorsese con Ben Kingsley, Sacha Baron Cohen, Asa Butterfield, Chloë Grace Moretz, Ray Winstone.

Il film ha ottenuto 12 candidature e vinto 6 Premi Oscar, 2 candidature e vinto un premio ai Nastri d’Argento, 1 candidatura a David di Donatello, 3 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, 9 candidature e vinto 2 BAFTA, 11 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award, In Italia al Box Office Hugo Cabret ha incassato 7,6 milioni di euro

Il piccolo Hugo Cabret vive nascosto nella stazione di Paris Montparnasse. Rimasto orfano, si occupa di far funzionare i tanti orologi della stazione e coltiva il sogno di aggiustare l’uomo meccanico che conserva nel suo nascondiglio e che rappresenta tutto ciò che gli è rimasto del padre. Per farlo, sottrae gli attrezzi di cui ha bisogno dal chiosco del giocattolaio, un uomo triste e burbero, ma viene colto in flagrante dal vecchio e derubato del prezioso taccuino di suo padre con i disegni dell’automa. Riavere quel taccuino è per Hugo una questione vitale.Con l’adattamento di “La straordinaria invenzione di Hugo Cabret“, Martin Scorsese si ritrova e si perde allo stesso tempo, andando alla ricerca del tempo perduto, lui che il meccanismo del tempo, al cinema, lo ha messo alla prova più di altri. Tra le centinaia di persone che affollano il cosmo della stazione ferroviaria, immagini di una cartolina animata da un illusionista, è difficile riconoscere di primo acchito il regista, prestato a siparietti tra ufficiali e fioraie, signore col cane e pretendenti col giornale, che avremmo visto meglio in un film di Jeunet. Il film è un crescendo d’incanto: la tecnologia tridimensionale smette di essere sfoggio e diviene bullone imprescindibile della costruzione; d’altronde, il film incrocerà di lì a poco Georges Meliès, il padre degli effetti speciali e dell’animazione dell’inanimato.Più che dietro gli occhi del giovane Hugo, il regista sembra essersi messo al posto dell’imbonitore di un tempo, colui che, quando il cinematografo era ancora uno spettacolo da fiera, sbandierava la natura straordinaria dell’invenzione per portare gente al proprio baraccone.

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