Vita di Pi | questa sera su Rai Movie

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Questa sera va in onda su Rai MovieVita di Pi”, per la regia di Ang Lee con Suraj Sharma, Irrfan Khan, Tabu, Rafe Spall, Gérard Depardieu, Adil HussainIl film ha ottenuto 13 candidature e vinto 5 Premi Oscar, 1 candidatura a David di Donatello, 3 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, 9 candidature e vinto 2 BAFTA, 9 candidature e vinto 2 Critics Choice Award, In Italia al Box Office Vita di Pi ha incassato nelle prime 10 settimane di programmazione 8,3 milioni di euro e 743 mila euro nel primo weekend. Il giovane Pi Patel è cresciuto con la famiglia a contatto con lo zoo paterno, mescolando fin dall’infanzia sogno e realtà. Quando il padre ha esigenze di denaro e sceglie di trasferirsi in Canada per vendere lo zoo, Pi ancora non può intuire cosa lo attenderà nelle vastità oceaniche. Di fronte a una tempesta terrificante, la nave affonda, lasciando in breve tempo Pi con un’unica compagna di viaggio: la tigre Richard Parker, l’animale più temuto dello zoo paterno. Pi potrà solo fare affidamento alla propria intelligenza per poter sopravvivere e convivere con la tigre.Ci deve essere qualche ragione recondita per cui il Pi – abbreviazione di un curioso nome di battesimo, Piscine Molitor – Patel di Vita di Pi sia indiano come il Jamal Malik di The Millionaire. Il racconto di formazione del terzo millennio sceglie l’India, forse per il suo contrasto tra i drammi legati alla realtà di vite difficili e il tasso di magia e sogno legato indissolubilmente a quella terra, come paese simbolo per vite distrutte, sofferte, sottoposte a prove indicibili, prima di poter giungere alla necessaria illuminazione/realizzazione. Per guardare al basso, al particulare dell’uomo comune e delle sue vicissitudini, e insieme all’alto, per rispondere a domande che ossessionano l’umanità fin dai suoi albori.Vita di Pi si candida ad essere, riuscendoci pienamente, film-happening, blockbuster per buongustai, momento di incontro tra il pubblico forse meno smaliziato, ma certamente assetato di storie che invitino a riflessioni più approfondite, e la sua controparte cinéphile, parimenti conquistata dalla visionarietà di Lee o inebriata dal vortice di citazioni che confluisce in una vicenda paradigmatica (il disaster movie di Titanic, rivisitato con la potenza del 3D e l’angoscia di una macchina da presa obliqua e instancabile, una visione disneyana della natura, nei suoi lati meravigliosi e in quelli feroci). Guardare a Vita di Pi come a un romanzo di avventura, tra ConradGordon Pym e Mowgli, o come a un’allegoria sospesa tra mondo sensibile e parabola filosofico-religiosa, non muta il senso di una visione che si presta a una polivalenza e una polisemia proprie di un’epoca sì di semplificazione del linguaggio, ma soprattutto di diversificazione del medesimo. Tra megattere luminescenti, zoo ricolmi di animali che paiono “caratteri umani”, riflessi e giochi di specchi tra mare e cielo scorre un apologo contemporaneo, contaminato (ma non troppo) da un’interpretazione di stampo americano del sentimento e della spettacolarizzazione.

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