Gods of Egypt | questa sera su Rai 4

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Questa sera va in onda in prima tv “Gods of Egypt” per la regia di Alex Proyas. con Gerard ButlerNikolaj Coster-WaldauBrenton ThwaitesChadwick Boseman, Elodie Yung. Il film ha ottenuto 4 candidature a Razzie Awards.  In Italia al BoxOffice Gods of Egypt ha incassato 1,1 milioni di euro .

Quando Osiride, dio che vigila sul popolo del Nilo, decide di lasciare il regno nelle mani del figlio Horus, il fratello Set usurpa il trono con la forza, uccidendo il padre e accecando il legittimo erede. Sfuggendo al crudele dominio di Set, un mortale, il ladro Bek, cerca la prigione di Horus per liberare il dio e liberare così la sua amata e il popolo d’Egitto.

Purtroppo a volte le scommesse quasi certe, quei pronostici così blindati che è quasi piacevole veder smontati, si rivelano drammaticamente azzeccate. Sul successo di Gods of Egypt, man mano che si avvicinava la data di uscita del film, non puntava più nessuno. In primis la Lionsgate, che ha drasticamente rallentato la campagna mediatica dopo le previsioni funeste sugli incassi del primo weekend e dopo che l’unico motivo di attenzione intorno al film è risultato il linciaggio di Twitter in nome del cosiddetto “whitewashing”.

Già dai primi lanci pubblicitari è infatti balzato all’occhio come carnagione e accento del cast, e di Gerard Butler e Nikolaj Coster-Waldau in particolare, si allontanassero da quanto atteso per degli antichi Egizi: e la giustificazione secondo cui si tratta di divinità e non di semplici umani suona se possibile ancor più razzista e insostenibile.

Ma è lo spirito con cui è stata concepita l’intera operazione Gods of Egypt ad essere caratterizzato da questa spregiudicatezza: nessun legame con l’effettiva mitologia egizia, nessuna volontà di nascondere il ridicolo dietro a ogni inquadratura sovraccarica di cgi o a una scenografia al di là del kitsch.

Fino a concepire il dio Ra con le fattezze di Geoffrey Rush, su una sorta di astronave e perennemente intento a sfidare un demone nero che vuole divorare il mondo. Il problema è che il fatto di non prendersi (troppo) sul serio non è sufficiente a giustificare la presenza in sala di un blockbuster mancato, destinato a non avere un pubblico. Chi cerca il fantasy stile Trono di spade è troppo esigente in tema di personaggi iconici e intrighi che sfruttino la magia, mentre chi ama il peplum contemporaneo, figlio della sbornia di 300, si alzerà dalla sedia alla prima e goffa trasformazione degli Dei in creature tra il robotico e l’animalesco.

Gods of Egypt | trailer ufficiale

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