Appena un minuto | questa sera su Rai 1

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Questa sera su Rai 1 va in onda “Appena un minuto”, per la regia di Francesco Mandelli con Max Giusti, Paolo Calabresi, Dino Abbrescia, Susy Laude, Luigi Luciano, Loretta Goggi. In Italia al Box Office Appena un minuto ha incassato nelle prime 7 settimane di programmazione 206 mila euro e 149 mila euro nel primo weekend. Claudio è un cinquantenne che vive ancora a casa della mamma, dopo essere stato lasciato dalla moglie per il proprietario di una palestra con spa. L’ex moglie ha portato con sé i figli e Claudio, che ha assistito anche al fallimento del negozio di famiglia ereditato (controvoglia) dal padre, passa le giornate con due amici sfigati come lui: il barista Simone e il faccendiere Ascanio. È proprio Ascanio a convincere Claudio a prendere la decisione che gli cambierà la vita: sostituire al suo vecchio cellulare uno smartphone acquistato a poco prezzo presso un negozio cinese. Quello smartphone infatti ha lo straordinario potere di far tornare indietro il suo proprietario nel tempo per un minuto esatto, cioè abbastanza a lungo da modificare il corso degli avvenimenti appena accaduti. Fra i pregi c’è sicuramente Max Giusti, che oltre a interpretare il ruolo di Claudio ha concepito l’idea originale del film e ne ha coscritto la sceneggiatura insieme a Igor Artibani, Giuliano Rinaldi e Giovanni Bognetti: la bonomia di Giusti, la sua ingenuità e il suo senso dei tempi comici permeano tutta la narrazione, rendendo gradevoli anche i passaggi più improbabili. Fra i difetti c’è proprio la sceneggiatura che, se da un lato crea siparietti comici a volte divertenti, dall’altro non sviluppa a dovere l’idea base della storia, che invece aveva un notevole potenziale, nonostante andasse ad inserirsi in un filone cinematograficamente già molto sfruttato (si pensi solo a Ricomincio da capo). I siparietti comici funzionano anche perché alcune coppie di attori hanno fra loro una chimica speciale: vale per Giusti e Loretta Goggi che interpreta il ruolo della madre e Massimo Wertmüller che ricopre quello del padre, e vale anche per Giusti ed il sempre affidabile Paolo Calabresi (Ascanio) o l’incontenibile Mirko Frezza (Sampei). Anche il cammeo del rapper J-Ax e quello del colonnello Massimo Morico riescono a far sorridere. Ma spesso le battute e le gag risultano infantili e alcune caratterizzazioni sono davvero stereotipate, come quella del figlio di Claudio che intercala lo slang da trapper (“bitch”) a qualunque sua battuta di dialogo.

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