L’amore criminale | questa sera in prima tv su Rete 4

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Questa sera su Rete 4 va in onda in prima tv “L’amore criminale”, per la regia di Denise Di Novi con Rosario Dawson, Katherine Heigl, Geoff Stults, Whitney Cummings, Cheryl Ladd.

In Italia al Box Office L’amore criminale ha incassato 86,8 mila euro. Julia è la brillante caporedattrice di un web magazine e sta per sposarsi con David, giovane imprenditore di successo. Tutto sembrerebbe andare a gonfie vele ma c’è un fantasma del suo recente passato: l’ex compagno Miguel, incarcerato per violenza domestica ed appena uscito di prigione, minacciando di sconvolgere di nuovo la vita di Julia. Ma c’è un’altra minaccia, ben più oscura, all’orizzonte ed è Tessa, ex moglie di David e madre della piccola Lily. Quando Julia si trasferisce a casa di David, Tessa si vede portar via la sua (ex) vita e l’affetto della figlia, e mette in cantiere una serie di azioni di sabotaggio contro la nuova arrivata.L’amore criminale si inserisce nel filone cinematografico assai ricco e ben codificato che mette al centro la rivalità fra un’ex moglie e una nuova compagna, da Rebecca, la prima moglie fino al recente La ragazza del treno. Ma L’amore criminale dimentica di inserire due elementi chiave: la profondità psicologica e l’ironia. Sul primo fronte Denise Di Novi, alla prima prova come regista dopo una lunga e illustre carriera come produttrice, utilizza in modo insufficiente la sottotrama che vede Julia rifiutare il proprio ruolo di vittima. Anche la spiegazione della follia di Tessa come il frutto di un’infanzia nelle grinfie di una “mammina cara” che pare uscita da La fabbrica delle mogli è ridotta ad un paio di cenni en passant. Nessuna delle due donne, tra l’altro, sembra avere altro da fare che indulgere nella reciproca antipatia: Julia non scrive più un rigo da quando si è trasferita da David (ma non era una brillante caporedattrice?) e Tessa trascorre le sue giornate (e nottate) a fare hackeraggio al computer o ad appostarsi sotto casa della rivale.
Ma è sul fronte dell’ironia che L’amore criminale perde la sua occasione d’oro: sembrerebbe infatti fatto apposta per collocarsi nell’universo camp, e invece sceglie di mantenere un tono medio(cre). Il fatto che dietro la cinepresa (e per metà alla scrittura) ci sia una mano femminile avrebbe potuto dare luogo ad una satira feroce, capace di fare leva sugli stereotipi di genere (sia sessuale che cinematografico) per creare qualcosa di veramente nuovo. In questa chiave il film avrebbe potuto permettersi di essere fortemente metaforico, richiamando in superficie alcune paure profonde legate al femminile: essere soppiantata da un modello più nuovo e compiacente, o viceversa non reggere il confronto con una ex bellissima e investita della “sacralità materna”.

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