Divergent | questa sera su 20 Mediaset

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Questa sera su 20 Mediaset va in onda “Divergent”, per la regia di Neil Burger con Shailene Woodley, Theo James, Ashley Judd, Maggie Q, Kate Winslet, Zoë KravitzIl film è basato sul primo libro di una trilogia scritta da Veronica Roth. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Critics Choice Award, In Italia al Box Office Divergent ha incassato 2,4 milioni di euro. In un futuro in cui una grande guerra ha distrutto le città e reso necessario un mutamento nell’organizzazione delle società, la razza umana vive divisa in cinque caste la cui appartenenza non si dà per nascita, ma per scelta individuale al compimento della maggiore età. I Candidi (sempre sinceri) si occupano di esercitare la legge, i Pacifici (sempre gentili) coltivano la terra per sfamare tutti, gli Eruditi (sempre a conoscenza di tutto) sono insegnanti e ricercatori, gli Abnegati (altruisti) si occupano di governare e infine gli Intrepidi si occupano della protezione. Al momento di compiere un test sulla personalità utile a capire a quale gruppo si è più affini Beatrice Prior risulta Divergent, cioè non affine a nessuna categoria, un risultato rarissimo che la mette in pericolo. L’ordine sociale infatti impone di eliminare quelli come lei poiché la loro stessa esistenza è una minaccia all’ordine così costruito. Celando la sua natura Beatrice sceglie gli Intrepidi e comincia il suo addestramento a una vita di cui non è certa.Come gran parte della nuova narrativa popolare per ragazze che tracima in sala anche Divergent rimescola le carte di paradigmi di provato successo come la lotta di un’adolescente contro le convenzioni della propria società, l’amore contrastato da nascondere e il cambiamento nella propria vita come metafora della crescita. Tuttavia la maniera in cui Neil Burger sceglie di mettere in immagini il romanzo di Veronica Roth è tra le più scialbe che si siano viste (se si considerano tutti i “primi” film delle grandi serie arrivate al cinema).Limitandosi a portare in sala la storia, con i suoi alti e bassi come sono descritti nelle pagine di carta, il film di Divergent dimentica di avere anche il dovere di creare una dimensione cinematografica per un racconto che nasce come letteratura. Burger infatti sceglie la più scontata e pigra delle cornici fantascientifiche, sfruttando il setting della storia e ricalcando quanto di più scontato si è fatto nel genere. Divergent però, nonostante apparentemente ne usi figure e scenari tipici, non si può assolutamente qualificare come fantascienza, nella medesima maniera in cui Twilight non poteva essere qualificato come horror (tant’è che Catherine Hardwicke, per il primo film, optò con intelligenza per un look emo di tutta la pellicola dimenticando qualsiasi soluzione dell’orrore).

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