Knockout – Resa dei conti | di Steven Spielberg questa sera su 20 Mediaset

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Questa sera va in onda “Knockout-Resa dei conti” su 20 Mediaset, per la regia di Steven Soderbergh con Gina Carano, Ewan McGregor, Michael Fassbender, Michael Douglas, Channing Tatum.  In Italia al Box Office Knockout – Resa dei conti ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 872 mila euro e 435 mila euro nel primo weekend.

Mallory Kane è una delle armi più pericolose in mano al governo degli Stati Uniti, spia con licenza d’uccidere, addestrata e letale con un passato nei Marine. Come spesso capita in questi casi arriva un momento in cui la sua presenza è superflua e va eliminata nel modo più radicale. Affidatale una missione pretestuosa un collega tenta di farla fuori quando meno se lo aspetta, intuito il pericolo e sventato l’omicidio Mallory Kane scappa. La sua unica possibilità di salvezza è fare fuori tutta la catena del potere che la vuole morta.Attraverso un racconto di vendetta estremamente canonico, che batte tutti i luoghi comuni del genere senza vergogna, Sodebergh porta avanti e insieme radicalizza la sua poetica di donne forti, sempre tenendo saldo il corpo come principale veicolo di comunicazione. A menare senza sosta Michael Fassbender, Ewan McGregor (in una scazzottata controluce sul bagnasciuga che ricorda l’inizio di Agente 007 – Al servizio segreto di Sua Maestà), Channing Tatum e, fuoricampo, Antonio Banderas è infatti Gina Carano, campionessa di Muay Thai e poi di Arti Marziali Miste prestata al cinema. Di lottatori autentici diventati attori ce ne sono infatti decine, di donne lottatrici, dotate di sguardo intrigante, volto da star e presenza scenica degna di un film di primo piano nessuna, solitamente quella è materia da B movie. Gina Carano è la prima a fare quello che nel cinema asiatico è la regola, ovvero portare anche il corpo della donna ai confini atletici, esplorandone la plasticità in una dimensione che non è quella del ballo ma quella (cinematograficamente attigua) della violenza.La donna in fuga è dotata di un dinamismo e un furore che non la farebbero sfigurare in qualsiasi pellicola d’azione pura, riempie le scene pensate per lei da Sodebergh e dimostra con i fatti e non con le parole (anche in originale è stata doppiata) come il corpo femminile sullo schermo possa essere piegato e declinato in molti modi diversi dal monotono fuggi-e-fatti-catturare che Hollywood predilige o dal machismo/maschilismo dei film (americani) con Cynthia Rothrock.Quindi si perdona a Sodebergh il ritmo blando del film, il montaggio non impeccabile delle sequenze più complesse (limitare ancora di più gli stacchi e dare più spazio alle performance reali di Gina Carano sarebbe stato opportuno), l’inesperienza nell’action movie e il suo stile invadente, qui più fuori luogo che mai, davanti alla messa in scena di uno dei più lampanti esempi di ripensamento della donna al cinema, a partire da quel suo corpo che spesso è il pretesto per uno sminuimento.

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